Volodyk - Paolini2-Eldest
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Roran rimase in silenzio così a lungo che Eragon cominciò a chiedersi se avrebbe mai parlato. Poi: «Hai commesso degli errori, ma non più grandi dei miei. Garrow è morto perché hai tenuto nascosta Saphira. Molti sono morti perché mi sono rifiutato di consegnarmi all'Impero... Siamo ugualmente colpevoli.» Alzò lo sguardo, poi lentamente tese la mano destra. «Fratello?»
«Fratello» disse Eragon.
Afferrò il braccio di Roran, poi lo attirò a sé, e i due si strinsero in un abbraccio fraterno, dandosi grosse pacche sulla schiena e dondolandosi insieme come facevano da ragazzi. Quando si separarono, Eragon si asciugq gli occhi col dorso della mano. «Galbatorix dovrà arrendersi, ora
che ci siamo riuniti» scherzò. «Chi può resisterci?» Si sedette di nuovo sulla branda. «Ora dimmi, come hanno fatto i Ra'zac a rapire Katrina?»
Ogni traccia di gioia svanì di colpo dal viso di Roran. Cominciò a parlare con voce bassa e monotona, ed Eragon ascoltò sempre più stupito mentre Roran tesseva un racconto di attacchi, assedi, e tradimenti; della partenza da Carvahall, dell'attraversamento della Grande Dorsale, e dell'incendio dei moli di Teirm, e della navigazione su un mostruoso gorgo.
Alla fine Eragon disse: «Sei un uomo molto più valoroso di me. Io non avrei potuto fare la metà delle cose che hai fatto tu. Combattere sì, ma non convincere tutti a seguirmi.»
«Non avevo scelta. Quando hanno preso Katrina...» La voce di Roran si spezzò. «Potevo arrendermi e morire, oppure tentare di sfuggire alla trappola di Galbatorix, a ogni costo.» Fissò i suoi occhi ardenti su Eragon. «Ho mentito e bruciato e ucciso per arrivare qui. Non devo più preoccuparmi di proteggere gli abitanti di Carvahall; ci penseranno i Varden, d'ora in poi. Adesso non ho che un unico scopo nella vita, trovare e liberare Katrina, se non è già morta. Mi aiuterai, Eragon?»
Eragon si alzò e andò a prendere le bisacce nell'angolo della tenda dove i Varden le avevano depositate. Prese una ciotola di legno e la fiaschetta d'argento con il faelnirv stregato che gli aveva dato Oromis. Bevve un piccolo sorso di liquore per rinvigorirsi e sussultò quando il liquido gli bruciò la gola, facendogli formicolare i nervi di gelido fuoco. Poi versò del faelnirv nella ciotola fino a formare una piccola pozza di liquido.
«Guarda.» Attingendo alla nuova energia, Eragon disse: «Draumr kópa.»
Il liquore tremolò e divenne nero. Dopo qualche secondo, una piccola scintilla di luce comparve al centro della ciotola, mostrando Katrina. Era accasciata contro una parete invisibile, le mani sospese sopra la testa da catene invisibili, i capelli ramati che le piovevano sul viso.
«È viva!» Roran si chinò sulla ciotola, afferrandola come se volesse tuffarsi nel faelnirv e raggiungere Katrina. La sua speranza e la sua determinazione si fusero con un'espressione di affetto così tenero che Eragon capì che soltanto la morte avrebbe impedito a Roran di salvarla.
Incapace di trattenere l'incantesimo più a lungo, Eragon lasciò che l'immagine svanisse. Si appoggiò alla parete della tenda per sostenersi. «Sì» mormorò con voce debole, «è viva. E con tutta probabilità si trova imprigionata sull'Helgrind, il covo dei Ra'zac.» Eragon afferrò Roran per le spalle. «La risposta alla tua domanda, fratello, è sì. Partirò per DrasLeona con te. Ti aiuterò a liberare Katrina. E allora, insieme,
tu e io, uccideremo i Ra'zac e vendicheremo nostro padre.»
Fine del Libro Secondo
La storia continuerà con Il Libro Terzo dell'Eredità Glossario
L'antica lingua
Adurna: acqua
Agaetì Blòdhren: Celebrazione del Giuramento di Sangue
Aiedail: Stella del Mattino
Argetlam: Mano d'Argento
Atra esterni ono thelduin/Mon'ranr lifa unin hjarta onr/Un du evarinya ono varda: Che la fortuna ti assista/che la pace regni nel tuo cuore/e che le stelle ti proteggano. Atra gùlai un ilian tauthr ono un atra ono waìse skolir fra rauthr: Che la fortuna e la felicità ti assistano e che tu possa essere una protezione dalla sventura.
Atra nosu waise vardo fra eld hórnya: Che possiamo essere protetti da orecchie indiscrete.
Bjartskular: Squamediluce
Blòthr: fermo; fermati
Brakka du vanyali sem huildar Saphira un eka!: Riduci la magia che blocca Saphira e me!
Brisingr: fuoco
Dagshelgr: giorno sacro
Draumr kópa: Rifletti l'immagine.
Du Fells Nàngoròth: le Montagne Funeste
Du Fyrn Skulblaka: la Guerra dei Draghi
Du Vòllar Eldrvarya: le Pianure Ardenti
Du Vrangr Gata: il Tortuoso Cammino
Du Weldenvarden: la Foresta dei Guardiani
Dvergar: nani
Ebrithil: maestro
Edur: uno sperone roccioso; un promontorio
Eka ai fricai un Shur'tughal: Sono un Cavaliere e un amico.
Elda: appellativo onorifico di grande rispetto (genere neutro)
Eyddr eyreya onr!: Svuota le orecchie!
Fairth: quadro realizzato con mezzi magici
Finiarel: appellativo onorifico per un giovane uomo di grandi promesse
Fricai Andlàt: morte amica (un fungo velenoso)
Gala O Wyrda brunhvitr/Abr Berundal vandr-fódhr/ Burthro laufsblàdar ekar undir/Eom kona dauthleikr... : Cantami oh fato dalla bianca fronte/dello sfortunato Berundal/nato sotto foglie di quercia/da donna mortale... Ganga aptr: Vai indietro.
Ganga fram: Vai avanti.
Gath sem oro un lam iet: Congiungi la freccia alla mia mano.
Gedwéy ignasia: palmo luccicante
Géuloth du knìfr!: Smussa la lama!
Haldthin: stramonio
Helgrind: i Cancelli della Morte
Hlaupa: corri
Hljòdhr: silente
Jierda: spezza; colpisci
Kodthr: prendi
Kvetha Fricai: Salute, amico.
Lethrblaka: pipistrello; le cavalcature dei Ra'zac (letteralmente, volatile di cuoio)
Letta: ferma
Letta orya thorna!: Ferma quelle frecce!
Liduen Kvaedhì: Poetica Scrittura
Losna kalfya iet: Liberami i polpacci.
Malthinae: lega/trattieni/confina
Nalgask: miscela di cera d'api e olio di noci usata per idratare la pelle
Osthato Chetòwa: il Saggio Dolente
Reisa du adurna: Solleva/Alza l'acqua.
Risa: levita
Sé mor'ranr ono firma: Che tu possa trovare la pace.
Sé onr sverdar sitja hvass!: Che la tua spada resti affilata!
Sé orùm thornessa hàvr sharjalvi lifs: Che questo serpente abbia il moto della vita.
Skòlir: protezione; scudo
Skòlir nosu fra brisingr!: Proteggici dal fuoco!
Skòliro: protetto
Skulblaka: drago (letteralmente, volatile di squame)
Stydja unin mor'ranr, Rothgar Kònungr: Riposa in pace, re
Rothgar. Svit-kona: appellativo onorifico e formale per una donna elfica di grande saggezza
Thrysta: spingi; comprimi
Thrysta vindr: Comprimi l'aria.
Togira Ikonoka: lo Storpio Che è Sano
Varden: Guardiani
Vel einradhin iet ai Shur'tugal: La mia parola di Cavaliere.
Vinr Àlfakyn: Amico degli Elfi
Vodhr: appellativo onorifico maschile di medio rispetto
Vor: appellativo onorifico per un caro amico
Waise heill: guarisci
Wiol ono: per te
Wyrda: fato; destino
Wyrdfell: nome elfico per i Rinnegati
Yawé: pegno di fiducia
Zar'roc: Miseria
La lingua dei nani
Akh sartos oen dùrgrimst!: Per la famiglia e il clan!
Ascùdgamln: pugni d'acciaio
Astim Hefthyn: Guardavista (iscrizione su una collana donata a Eragon)
Az Ragni: il Fiume
Az Sweldn rak Anhùin: le Lacrime di Anhùin
Azt jok jordn rast: Allora potete passare.
Barzul: augurare a qualcuno la malasorte
Barzul knurlar!: Che siano maledetti!
Barzuln: augurare a qualcuno una serie ininterrotta di sventure
Beor: orso delle cavèrne (parola elfica)
Dùrgrimst: clan (letteralmente, il nostro casato/la nostra dimora)
Età: no
Etzil nithgech!: Fermatevi qui!
Farthen Dùr: Nostro Padre
Feldùnost: barbabianca (una specie di capra nativa dei Monti Beor)
Formv Hrethcarach... formv Jurgencarmeitder nos età goroth bahst Tarnag, dùr encesti rak kythn! Jok is warrev az barzulegùr dùr dùrgrimst, Az Sweldn rak Anhùin, mògh tor rak Jurgenvren? Né ùdim etal os rast knurlag. Knurlag ana...: Questo Ammazzaspettri... questo Cavaliere dei Draghi non può entrare a Tarnag, la più sacra delle nostre città! Dimentichi che la sventura del nostro clan, le Lacrime di Anhùin, ha origine dalla Guerra dei Draghi? Non lo lasceremo passare. Lui è...
Grimstborith: capoclan
Grimstcarvlorss: patrona del casato
Gùntera Arùna: benedizione di Gùntera -H"rt dùrgrimst? Fild rastn?: Quale clan?TCni passa?
Hirna: statua; effigie
Hùthvir: arma costituita da un bastone a doppia lama, usata dal Dùrgrimst Quan
Ignh az voth!: Portate il cibo!
Ilf gauhnith: una particolare espressione che significa "È buono e sano", di norma pronunciata dal padrone di casa, retaggio dei tempi in cui avvelenare gli ospiti era abbastanza comune fra i clan
Ingietum: metallurgici; fabbri
Isidar Mithrim: Zaffiro Stellato
Jok is frekk dùrgrimstvren?: Vuoi una guerra di clan?
Knurl: pietra; roccia
Knurla: nano (letteralmente, uomo di pietra)
Knurlag qana qirànù Dùrgrimst Ingietum! Barzul ana Rothgar oer volfild: È stato fatto membro del clan Ingietum! Maledetto sia Rothgar e tutti quelli...
Knurlagn: uomini
Knurlhiem: Testa di Pietra
Knurlnien: Cuore di Pietra
Nagra: cinghiale gigante, nativo dei Monti Beor
Oei: sì; affermativo
Orile Thrifkz menthiv oen Hrethcarach Eragon rak Dùrgrimst Ingietum. Wharn, az vanyali-carharùg Arya. Né oc Ùndinz grimstbelardn: Orik, figlio di Thrifk, ed Eragon Ammazzaspettri del clan Ingietum. E la messaggera degli elfi, Arya. Siamo ospiti di Ùndin.
Os il dom qirànù cam dùr thargen, zeitmen, oen grimst vor formv edaris rak skilfz. Narho is belgond...: Che la nostra carne, il nostro onore e la nostra casa siano fatti una cosa soltanto con questo mio sangue. Mi impegno a... Otho: fede
Ragni Hefthyn: Guardiani del Fiume y Shrrg: lupo gigante, nativo dei Monti Beor
Smer voth: Servite il cibo.
Tronjheim: Elmo dei Giganti
Urzhad: orso delle cavèrne
Vanyali: elfo (I nani hanno mutuato questa parola dall'antica lingua, dove in realtà significa magia) Vor Rothgarz korda!: Per il martello di Rothgar!
Vrron: basta
Werg: un'esclamazione di disgusto (nella lingua dei nani, l'equivalente di bleah) La lingua degli Urgali
Ahgrat ukmar: È deciso.
Drajl: larve
Nar: titolo di grande rispetto (genere neutro)
Ringraziamenti
Rvetha Fricàya. Come molti autori che si dedicano alla composizione di un poema epico della lunghezza della Trilogia dell'Eredità, ho scoperto che la creazione di Eragon, e ora di Eldest, è diventata la mia ricerca personale, un percorso in continua evoluzione come quello di Eragon.
Quando ho ideato Eragon avevo quindici anni, non più un bambino, non ancora un uomo; ero appena uscito dal liceo, e non sapevo ancora quale cammino avrei intrapreso nella vita; ero un giovane fantasy-dipendente, stregato dalla magia di questo genere letterario che affollava i miei scaffali. Fra lo scrivere Eragon, il pubblicizzarlo in tutto il mondo e, adesso, l'aver completato Eldest, sono arrivato all'età adulta. Ho compiuto ventun anni ormai e con mio continuo stupore ho già pubblicato due romanzi. Sono convinto che al mondo siano successe cose ben più prodigiose, ma mai a me.
Il viaggio di Eragon è stato il mio viaggio: essere strappato da una remota comunità rurale, costretto a vagare per la terra in una disperata corsa contro il tempo; sopportare un intenso, duro addestramento; raggiungere il successo contro ogni aspettativa; affrontare le conseguenze della fama; e alla fine trovare un po' di pace.
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